
Quest’anno ricorre il quarantaduesimo anno di pubblicazione della nostra rivista “
Natura e Civiltà”. Fondata, pensata e voluta fortemente da Giorgio Acherman, agli inizi era poco più che un foglietto, modesto nella presentazione grafica, ma ricco di contenuti e di idee, di passione per la Natura.
Ecco quello che scriveva Acherman sul primo numero:
“Il nostro gruppo è fiero di contribuire, anche tramite questa modesta pubblicazione, alla comune causa della protezione della Natura. Ma alla propaganda deve essere a nostro avviso, affiancata una azione fattiva, concreta, duratura. Nel campo dell’azione pratica è doveroso ricordare alcuni dei nostri scopi:
1. Vivificare, diffondere e avvalorare lo spirito naturalistico;
2. incoraggiare ed aiutare coloro che per la Natura hanno una passione innata, siano esse persone di ogni età e professione, giovani od anziani, purché desiderosi di contribuire alla protezione delle infinite bellezze naturali;
3. istruire il nostro prossimo e ricondurlo all’amore della Natura, mostrando l’utilità dell’istruzione naturalistica.
Cercare di sviluppare la coscienza per l’opera protezionistica è uno dei più nobili compiti del nostro Gruppo. Occorre però convincersi che solo con l’insistere, col non stancarsi di spargere il buon seme, si potranno ottenere a poco a poco dei risultati concreti; anche nel più brullo terreno si finisce per ottenere sempre qualche frutto.
Rivolgiamo un caloroso appello a tutti i Soci, Collaboratori ed Amici perché ci aiutino a sostenere questa opera educativa”.

Poi il notiziario si è fatto più corposo; compare la foto in copertina, dapprima in bianco e nero (1974), poi a colori (1988), per arrivare all’odierna veste editoriale (1991). Ma lo spirito che gli sta dietro rimane immutato, anche quando, nel 1995 il fondatore ci ha lasciato e nuove persone hanno raccolto il suo messaggio e la sua eredità spirituale.

Tante informazioni naturalistiche sono passate dalle pagine della rivista, tante azioni sono state intraprese, tante battaglie combattute, tanto “buon seme” è stato sparso in questi anni. Tanto è stato l’affetto e l’incoraggiamento dei soci e non solo dei soci, ma anche di autorità e importanti studiosi, nei confronti di “Natura e Civiltà”. E davanti, tanta altra cultura da diffondere, tante altre battaglie da fare, tanto amore per la Natura da tenere vivo.